Per visitare il nuovo sito di Amalia Sartori l'indirizzo corretto è www.amaliasartori.eu

 

Efficienza, Risparmio, Infrastrutture, Sostenibilità energetica: tutte le sfide di "Energia 2030"

Venerdì 28 febbraio 2014, ore 10.00

Sala Oro, Confindustria Venezia

Via delle Industrie, 19 - Marghera VE - Tel. 0415499111 

 

programma

Considerazioni sulle Festività: L’Europa che non mi piace

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo che in Belgio hanno deciso di sostituire il Natale con la “vacanza d’inverno” è stata che siamo tornati indietro di duemila anni quando, prima del cristianesimo,  i pagani festeggiavano la rinascita del Sole dopo la lunga notte del Solstizio d’inverno.

Al di là della coincidenza temporale di queste feste, cosa è successo in questi duemila anni? E’ successo che si è formata la civiltà occidentale, basata su principi che oggi noi riconosciamo come nostri e ai quali non possiamo, non vogliamo, rinunciare. Con grande fatica sono stati sostenuti; con grandi sacrifici sono stati difesi; e oggi li troviamo “scritti” nelle varie Costituzioni e nella “Dichiarazione universale dei diritti umani”.

Vari sono stati gli apporti di culture e di popoli diversi, ma nessuno può mettere in dubbio il contributo fondamentale del Cristianesimo, con alcuni  principi che sono alla base del nostro vivere quotidiano. I termini “pace”, “fratellanza”, “uguaglianza” e da questi  “democrazia” e perfino “laicità” sono di diretta derivazione cristiana.  Per non parlare poi della “società aperta” di Popper, impossibile da concepire in un contesto non occidentale. La nostra storia è stata talmente condizionata dal cristianesimo che grandi intellettuali come Benedetto Croce sostenevano che, da un punto di vista culturale, “non possiamo non dirci cristiani”. Oriana Fallaci, riflettendo sulla stessa questione, risolveva il problema definendosi “atea cristiana”.  

Ma cosa facciamo noi oggi? Anziché rivendicare la nostra storia e le nostre conquiste nell’ambito della convivenza civile, non solo le nascondiamo, ma addirittura le rinneghiamo in nome di un  “politicamente corretto” che non porta beneficio a nessuno e che è soltanto, ad essere generosi, sintomo e conseguenza di una grande ignoranza. Perché mai si dovrebbero offendere le altre religioni se si festeggia la nascita di un bambino che, come primo messaggio, ha promesso “pace in terra agli uomini di buona volontà” ? io mi rifiuto di pensare che in Europa ci siano delle persone che si sentono offese per questa nostra ricorrenza. Facciamo in modo, piuttosto, di recuperare il messaggio cristiano che abbiamo perso nel corso del tempo e che abbiamo trasformato in una festa che non ha più nulla a che fare con il messaggio originario.

Probabilmente, consapevoli dell’importanza della nostra storia, potremo capire meglio le tradizioni e i valori delle altre religioni, riconoscendo i loro diritti senza dovere, per questo, rinunciare ai nostri.

 

 

FORZA ITALIA  - 21 DICEMBRE – VICENZA – PRIMO INCONTRO

 

Sabato, primo incontro a Vicenza con gli amici di Forza Italia.

Parleremo di quanto sta avvenendo a livello europeo e nazionale e degli obiettivi che a quel livello ci stiamo dando.

Parleremo soprattutto delle prossime scadenze elettorali, amministrative, politiche, europee e regionali.

Dovunque ci presenteremo con il nostro simbolo, e la riunione di sabato servirà anche per individuare le prime candidature e il gruppo dirigente provinciale di Forza Italia.

Sarà con noi una importante rappresentanza del gruppo dirigente nazionale e di quello regionale

Negli ultimi mesi tutti i sondaggi collocano il consenso a Forza Italia costantemente sopra il 20%. Da lì ripartiremo anche in Veneto per consolidare la nostra presenza e tornare ad offrire ai nostri elettori punti di riferimento credibili, politicamente impegnati e autorevoli anche sullo scenario nazionale ed europeo

 

 

Amalia Sartori e Pierantonio Zanettin

AMALIA SARTORI INTERVISTATA DA MICHELE BUONO di REPORT

Per vedere l'intervista che inizia al minuto 9' 38'' cliccare qui, di seguito la trascrizione.

 

Bruxelles. Parlamento europeo. Commissione industria e ricerca scientifica.

 

MICHELE BUONO
Da noi in Europa si può fare la stessa cosa?

 

AMALIA SARTORI – PRESIDENTE COMMISSIONE ITRE PARLAMENTO EUROPEO
Non oggi, non oggi perché non abbiamo le competenze e non abbiamo un bilancio che
ce lo consenta.

 

MICHELE BUONO
Vediamo le competenze. Che cosa ci manca poi praticamente?

 

AMALIA SARTORI – PRESIDENTE COMMISSIONE ITRE PARLAMENTO EUROPEO

Le competenze vere appartengono ancora ai 27 Stati per cui mentre negli Stati Uniti
su un determinato tema, in un determinato momento storico quando cioè è necessario
il governo federale e il suo presidente può decidere e può avere, chiedere al congresso
un mandato, diciamo quasi personale, in Europa questo non può avvenire.

 

MICHELE BUONO
A livello europeo si parla di politica industriale con una visione europea?

 

AMALIA SARTORI – PRESIDENTE COMMISSIONE ITRE PARLAMENTO EUROPEO

Faccio un esempio: non esiste un consiglio industria, esiste un consiglio competitività
dove però per esempio un commissario all’industria non può decidere, come fa il
commissario all’economia o il commissario all’ambiente, convoco i ministri
dell’ambiente dell’ Unione Europea e decidiamo su questa politica, è molto più
annacquato.

 

MICHELE BUONO
Ma allora quando qui a Bruxelles si sente parlare di crescita, di sviluppo di creazione di
posti di lavoro ecc. gli strumenti quali sono poi alla fine?

 

AMALIA SARTORI – PRESIDENTE COMMISSIONE ITRE PARLAMENTO EUROPEO

Questo è il problema, no?

 

MICHELE BUONO
Cioè di che si parla poi?

 

AMALIA SARTORI – PRESIDENTE COMMISSIONE ITRE PARLAMENTO EUROPEO

Parliamo di cose belle, parliamo di …. Immaginiamo scenari possibili, immaginiamo … 

 
 

Al minuto 4' 55'' inizia l'intervista di Luca Rigoni alla Presidente Sartori su Tgcom24 del 30 ottobre 2013, si è parlato di segretezza del voto, Partito Popolare Europeo e Datagate.

Comunicazione del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio Europeo del 24 e 25 ottobre 2013

 

A seguire un estratto del discorso del Presidente Letta.

 

"L’innovazione

L’Europa è ricca di potenzialità, ha una straordinaria tradizione di ricerca eppure perdiamo terreno nel confronto globale. Il Consiglio dovrà dare un segnale che Ricerca e Innovazione non possono essere sacrificati sull’altare della sola Austerity.

Noi dobbiamo trasformare il potenziale scientifico e intellettuale europeo in prodotti e servizi effettivamente commerciabili. Oggi questo non accade: ci sono ostacoli burocratici e dal Consiglio europeo deve arrivare l’impulso di un uso più coordinato di tutti gli strumenti finanziari europei esistenti.

Dobbiamo completare lo spazio europeo per la ricerca.

L’obiettivo è realizzare un’area senza frontiere entro il 2014. Per questo è necessario un cambio di passo.

Oggi sul Sole 24 Ore c’era un bell’intervento di due parlamentari europei italiani, Amalia Sartori e Luigi Berlinguer, che sono intervenuti insieme su questo tema, chiedendo una Maastricht della Ricerca, secondo una formula già presentata al Parlamento Europeo.

E qui parliamo di mobilità dei ricercatori, portabilità dei diritti previdenziali e pensionistici, portabilità dei finanziamenti, accesso aperto ai risultati ottenuti dai finanziamenti pubblici e soprattutto maggiore integrazione tra i 28 centri di Ricerca nazionali.

Su questi temi ci batteremo a partire dal Consiglio e su queste abbiamo intenzione di scommettere nel semestre di Presidenza europea dell’Italia."

 

L'intervento è al minuto 22.46 del video visionabile al seguente link

Grande emozione ieri vedere Aung San Suu Kyi ritirare il premio Sakharov 23 anni dopo l'assegnazione. Tutto il Parlamento era commosso.

comunicati

Intervista EuropeanVoice

10.01.2014 11:21
Int. Sartori European Voice.pdf (587576)

“LA RICERCA DI UNA VIA DI USCITA DALLA CRISI ECONOMICA ATTUALE”

15.11.2013 18:00
L’Associazione Culturale ARCHE’ di San Zenone organizza l’incontro:   “LA RICERCA DI UNA VIA DI USCITA DALLA CRISI ECONOMICA ATTUALE”   con Amalia Sartori Presidente Commissione Industria...

interventi

Gli obiettivi, raggiungibili, per la ricerca europea - Universitas

27.02.2014 11:02
Intervista ad Amalia Sartori, Presidente della Commissione Industria ricerca Energia del Parlamento europeo. Come è nata l'idea di questo manifesto - appello? Il Manifesto Una Maastricht per la...

Industrial Policy and revival of Entrepreneurial Spirit in Europe - The european files

26.02.2014 10:04
The latest economic forecasts circulated by the European Commission exposed highlights and shadows relating the prospects of growth in the EU. Alongside the first signs of...

MEP AWARD 2013

MEP AWARD è il premio che la rivista The Parliament assegna ogni anno ai migliori europarlamentari.

Amalia Sartori, Presidente della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia al Pe, si è distinta nella sezione ‘agenda digitale’, dove era stata nominata insieme alla collega svedese Amelia Andersdotter e allo spagnolo Pablo Arias Echeverría.

"Sono felice che il lavoro svolto da me e dai colleghi in commissione industria del Pe sia stato riconosciuto con l'assegnazione di un premio così significativo. Tutti dobbiamo diventare cittadini un po' più digitali", ha proseguito la Presidente ricordando che "tutti oggi abbiamo la possibilità, e quasi la necessità, di accedere alla rete e di espletarvi molteplici attività. Esercitare i nostri diritti di cittadini europei diventa ancora più facile e immediato grazie alla diffusione di queste tecnologie".

 

Una porta sul futuro: oggi la decima Giornata della Ricerca & Innovazione - Il Sole 24 Ore
di 

Far comprendere all'opinione pubblica che il lavoro dei ricercatori è vitale per l'Italia, e che investire in ricerca vuol dire garantire un futuro ai giovani. Sono gli obiettivi del programma che andrà in onda venerdì 30 novembre su Rai 1, in seconda serata, in occasione della decima Giornata della Ricerca e Innovazione di Confindustria: il format tv consentirà una presa diretta con la realtà delle imprese e dei centri d'eccellenza di tutta Italia, attraverso collegamenti e interviste a imprenditori e ricercatori, con la presenza delle massime cariche dello Stato. 

Nell'ambito delle diverse iniziative promosse da Confindustria per diffondere nel Paese la cultura dell'innovazione, il programma su Rai1 punta a essere un importante momento di comunicazione. L'iniziativa dà seguito al protocollo d'intesa siglato lo scorso anno tra Rai e Confindustria. «Troppo spesso l'opinione pubblica e i mass media si dimenticano delle tante tecnologie made in Italy che hanno cambiato il mondo e dei tanti talenti italiani che si sono fatti onore ovunque», afferma Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e Innovazione. «Partendo dalle storie concrete di imprese e ricercatori vogliamo porre il tema della R&I al centro dell'attenzione non solo degli addetti ai lavori ma di tutte le istituzioni e, soprattutto, dei giovani».

 
 

La decima Giornata della Ricerca promossa dagli industriali avrà dunque un format completamente nuovo rispetto alle edizioni del passato e si rivolgerà ai giovani anche attraverso il web. L'iniziativa vuole sottolineare l'importanza della cultura scientifica, ridare orgoglio ai giovani talenti e mettere al centro dell'agenda economica del Paese l'urgenza di investimenti in innovazione. 

La Giornata vedrà contributi di rappresentanti del sistema delle imprese, della ricerca pubblica, delle istituzioni, da Giorgio Squinzi (presidente Confindustria) a Diana Bracco (vicepresidente R&I Confindustria ); da Francesco Profumo (ministro Istruzione, Università e Ricerca) a Luigi Nicolais (presidente Cnr), fino a rappresentanti del sistema pubblico della ricerca, ricercatori giovani ed imprenditori.

Andranno in onda tre servizi sul made in Italy tecnologico nei settori tradizionali (ad esempio l'edilizia), come hi tech (le Scienze della vita) portando esempi e storie concrete; sarà affrontato il tema delle start up, dei servizi necessari per farle nascere, e soprattutto crescere, mettendo in evidenza, in particolare, il ruolo delle imprese di ogni dimensione e l'importanza della collaborazione: si parlerà dell'iniziativa "L'impresa adotta una start up" partendo con l'evidenziare le esperienze già presenti nel Paese. 

Inoltre, verranno approfonditi i dati di scenario, attraverso il confronto internazionale sugli strumenti per incentivare la ricerca in Francia, Canada, Stati Uniti; sotto i riflettori anche il trend relativo a giovani ricercatori iscritti/ laureati scientifici. Infine, si parlerà di competitività del made in Italy, dei dati sull'export, con testimonianze dirette sull'importanza della ricerca.

redazione on line

 

 

ecco l'articolo sul Museo Palladio e sul Centro Internazionali di Architettura Andrea Palladio, pubblicato sul New York Times: "A New Italian Museum Pays Homage to the Architect Palladio".

 

 

 

E

 

 

Verso il WCIT di Dubai

 

Itrs, Sartori: "Il Parlamento Ue terrà alta l'attenzione".

L'eurodeputato del Pdl: "Dialogo continuo con la Commissione Ue" - Corriere delle Comunicazioni 

di Francesco Molica

«Non posso che sostenere la posizione della Commissione Ue che in sostanza chiede di non espandere la portata degli Itrs». Bando a perifrasi o annunci fumosi: Amalia Sartori interviene con chiarezza sulla revisione dei Trattati internazionali in materia di Tlc che dovrebbe essere approvata al summit Wcit di Dubai. Un’opinione che sugli scranni di Strasburgo ha un peso specifico tutto suo. Perché l’europarlamentare veneta in quota Pdl è oggi alla guida dell’influente commissione parlamentare Itre (Industria, Ricerca ed Energia). E se, come sottolinea al Corriere delle Comunicazioni, il Wcit merita “un’attenzione particolare”, sono svariate le proposte sul fronte delle Tlc che attendono di essere discusse dall’assemblea legislativa della Ue, a cominciare dalla Connecting Europe Facility o dalla direttiva sulla protezione dei dati.  

Le negoziazioni in corso per il Wcit sembrano alimentare molte preoccupazioni in Europa.   
La Conferenza mondiale sulle Tlc merita un’attenzione particolare in questo momento. I 193 paesi membri dell’Itu si riuniranno a Dubai per decidere se modificare gli accordi che definiscono il quadro normativo mondiale delle Tlc e quindi di Internet. Le attuali regole risalgono al 1988 ed hanno senza dubbio favorito lo sviluppo globale dei servizi internazionali di Tlc. Con la sua rapida evoluzione, Internet è diventata un’infrastruttura critica per la nostra vita economica e sociale: i nuovi servizi resi possibili dalla rete stanno trasformando il panorama sociale ed economico, inclusa la natura stessa dell’industria delle Tlc.
Proprio Internet costituisce uno dei nodi più problematici delle trattative.
Recentemente alcuni paesi quali Russia, Cina o Iran hanno presentato proposte che chiedono di rimettere la regolamentazione di Internet, ad esempio per quel che riguarda la sicurezza, ad organismi sovranazionali quali l’Onu. Uno scenario che in sostanza porterebbe tali stati ad avere un maggiore controllo sulla rete e sui propri cittadini. La Commissione Ue dal canto suo ha presentato al Consiglio una proposta di posizione europea comune che in sostanza chiede di non espandere il campo di portata degli Itrs. Che, sempre secondo l’esecutivo europeo, dovrebbero invece rimanere principi e indicazioni di politica generale: un criterio che non posso che sostenere. Il Parlamento non è stato consultato ma sia io sia i miei colleghi stiamo monitorando il dibattito e abbiamo un dialogo continuo con la Commissione per assicurarci che tutto vada nel verso giusto.
Come ci si sente ad essere la prima deputata italiana a capo di una delle commissioni chiave del Parlamento Ue?
Sono onorata di presiedere la commissione Industria, Ricerca ed Energia, alle cui competenze aggiungerei anche le Tlc. Si tratta di una commissione in cui vengono decise le normative di settori chiave per l’Europa e per il nostro paese. E fa sicuramente onore all’Italia avere uno dei suoi rappresentanti politici alla testa di un’istanza di tale importanza.
Può fare un primo bilancio dei lavori in materia di Tlc? E quali le priorità di qui a fine anno?
La commissione che presiedo sta negoziando con gli stati membri le proposte relative al prolungamento e al rafforzamento dell’azione dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa, ndr.) e ci auguriamo di arrivare ad un accordo quanto prima, speriamo sotto la Presidenza cipriota. La Ue deve dotarsi dei mezzi per contrastare attacchi cibernetici che spesso intaccano informazioni sensibili di vario livello.
Un’altra proposta d’importanza strategica è quella che dovrebbe dare il via al pacchetto Connecting Europe Facility.
Il testo sul programma Cef - un piano di 50 miliardi per rilanciare le reti europee di trasporto, energia e Tlc - verrà a breve votato dalla mia commissione congiuntamente alla commissione Trasporti. La battaglia si dovrà poi fare in termini di dotazioni di bilancio, in quanto sono molte le esigenze di cui tenere conto e la coperta non è mai lunga per tutte le priorità, specie in questo periodo di crisi. L’importanza degli investimenti nel campo delle interconnessioni telematiche è indubbia, se vogliamo davvero competere a livello mondiale in un settore orizzontale che progredisce a ritmi molto rapidi. Un altro testo legislativo fondamentale cui la mia commissione sta contribuendo è quello sulla protezione dei dati personali. Ulteriori iniziative cruciali per la competitività dell’economia europea, cui la commissione Itre intende dare il proprio apporto, riguardano il cloud, la firma e l’identità elettronica di cui saremo competenti insieme alla commissione sul mercato interno, e non da ultimo la strategia sulla sicurezza del web.               

13 novembre

redazione on line 

 

L'intervento conclusivo di Amalia Sartori alla convention di Bucarest.

 

Connecting Europe - A conference on the Connecting Europe Facility (CEF)

Brussels, Berlaymont, Schuman Room

 
Questa mattina alle ore 12.00 in Commissione Europea si é svolta una conferenza di alto livello sul CEF, Connecting Europe Facility, un progetto sul quale la Commissione Industria e la Commissione Trasporti del Parlamento europeo stanno lavorando in concerto.

Obiettivo principale del CEF é quello di stabilire una potente rete di interconnessioni in Europa, promuovendo la crescita e la competitività nel settore dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni.

La conferenza di oggi ha potuto vantare tra i suoi relatori il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, il Vice Presidente della Commissione Europea per il settore Trasporti Siim Kallas e la Presidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia al Parlamento europeo. 

 

CEF - Draft Programme.pdf (31,8 kB)

 

TECH-ITALY 2012

 

 

Oggi alle 10:00 in Parlamento Europeo si é svolta la cerimonia di apertura dell'evento TECH-ITALY 2012, iniziativa che ha lo scopo di mettere in risalto il contributo italiano nell'innovazione tecnologica europea.

 

 

 

L'evento, organizzato dall'Ambasciata Italiana di Bruxelles in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e l'ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), è stato ospitato in Parlamento europeo dall'Onorevole Amalia Sartori e punta sulla "innovazione industriale come motore della crescita europea", mostrando molte delle eccellenze italiane nell'ambito tecnologico-industriale.

 

Relatori nella sessione di apertura sono stati l'Onorevole Amalia Sartori, Presidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia, il Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani, l'Ambasciatore Roberto Bettarini, il Rappresentante permanente Ferdinando Nelli Feroci, il Ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, i Vice Presidenti del Parlamento europeo Roberta Angelilli e Gianni Pittella, il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ed innumerevoli Amministratori Delegati di importanti gruppi italiani.

 

vedi programma 

 

INDUSTRIA: SARTORI; UE PROMUOVA SETTORI AUTO E ACCIAIO - ANSA   

(ANSA) - BRUXELLES, 25 SET - Le istituzioni europee devono ''promuovere con forza l'attenzione verso il settore dell'industria partendo da quei settori'', come quello delle auto e dell'acciaio, ''che risultano oggi maggiormente toccati dalla situazione di crisi''. Lo ha chiesto Amalia Sartori (Pdl), Presidente della Commissione Industria del Parlamento europeo, durante l'incontro con il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani.

''Dopo un utile dibattito con i deputati italiani al Parlamento europeo - ha detto la Sartori -, il vicepresidente Tajani ha confermato il suo impegno e ha ricordato alcune scadenze rilevanti: a ottobre in Lussemburgo durante il Consiglio Competivita' ha posto all'ordine del giorno la questione acciaio''. ''Entro fine ottobre - ha continuato la Sartori - sara' presentato il documento predisposto dal gruppo di lavoro Cars 21, che prende in considerazione il settore automobilistico a 360 gradi, sia all'interno dell'Unione Europea, sia nei rapporti con i paesi extra europei''.

 

 

IMPRESE:TAJANI E ANDOR INCONTRANO VERTICI AZIENDE SIDERURGICHE UE =

19 September 2012 - Agenzia Giornalistica Italia

(AGI) - Bruxelles, 19 set. - Il Vice Presidente della Commissione europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, Antonio Tajani e il Commissario all'Occupazione Affari Sociali e Integrazione, Laszlo Andor, hanno incontrato questo pomeriggio i vertici delle principali aziende siderurgiche europee, tra cui Arcelor Mittal, ThyssenKrupp, Slazgitter, Tata Steel Europe, Duferco, Ruukki, Tenaris, RIVA e il direttore generale di Eurofer. Per il Parlamento europeo era presente il Presidente della Commissione Industria, Energia e Ricerca, Amalia Sartori. Alla riunione con l'industria e' seguita una seconda riunione con le parti sociali cui hanno preso parte Tajani e il rappresentante del parlamento. (AGI)

 

 

Oggi pomeriggio dalle 15.30 alle 19.00 si é svolta la prima tavola rotonda di alto livello sui problemi riguardanti l'industria del settore siderurgico in Europa, organizzata dalla Commissione Europea ed alla quale l'Onorevole Amalia Sartori ha partecipato in qualità del suo ruolo di Presidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia

 

 

 

 

Ieri pomeriggio si é svolta la riunione congiunta delle Commissioni parlamentari ITRE (Industria, Ricerca ed Energia) e TRAN (Trasporti).

L'argomento attorno al quale si é svolto il dibattito é stato l'Energy Roadmap 2050, un progetto che garantisce il connubio tra risparmio energetico e innovazione tecnologica".

 

 

Iniziata oggi la discussione congiunta in Commissione Industria, Ricerca ed Energia su Horizon2020, programma quadro di ricerca e innovazione 2014-2020.

Amalia Sartori incontra il Presidente Monti, intervenuto all'Istituto Universitario Europeo di Fiesole in occasione della riunione del Partito Popolare Europeo a Firenze.

 

TG RAI PARLAMENTO presenta un servizio sull'efficienza energetica e intervista Amalia Sartori, Presidente ITRE.

Servizio al 5' e 44'' - Intervento 6' e 20''

 

Amalia Sartori scrive su Parliament Magazine 

SAFETY FIRST 

CYPRUS PRESIDENCY

By Amalia Sartori - 10th July 2012


 Unfortunately there is evidence that third country manufacturers are able to import non-compliant, potentially dangerous goods into the single market

Amalia Sartori

Economic competitiveness and product safety go hand in hand, argues Amalia Sartori.

A new presidency of the council of the European Union is a time for new expectations. This is never more so than when a member states takes the reins for the first time, as is the case for Cyprus. The presidency comes at a difficult time for Cyprus, as it faces a number of challenges, not least the exposure of its financial sector to Greek debts. Therefore it is encouraging that the priorities chosen by the Cypriots are highly relevant and do not lack ambition. I am particularly heartened to see an emphasis upon pursuing a “more efficient economy and governance”, including the further widening of the European single market and improving competitiveness within the European Union.

These are sensible and worthy aims. European economic competiveness will be a key component in ensuring recovery from the current financial downturn and restoring stability to the eurozone. Indeed, the Cyprus presidency has indicated that they would steer discussions towards an agenda for growth.

However, an austerity approach to fiscal policy is not the only threat to European competitiveness. Many European manufacturers are finding it increasingly difficult – particularly within the single market – as market share is undermined by cheap imports from third countries. This is understandable; the European single market offers an attractive destination for third country exporters. Nor is this necessarily bad; consumers in Europe benefit from lower prices. This is part of the reality of globalisation, and the nature of competition; third countries can often leverage a lower cost of goods or cheaper labour.

However, in order for competition to work for the benefit of all, there needs to be a level playing field. Unfortunately there is evidence that third country manufacturers are able to import non-compliant, potentially dangerous goods into the single market. This means that they can avoid the costs associated with meeting European safety standards. This should not happen; European legislation has been introduced to specify the standards for consumer good safety, and European manufacturers have accepted this cost willingly in order to remain compliant. This effectively means that European companies are subject to the equivalent of a tax on manufacturing that their competitors are able to avoid.

The reason that this can happen is, put simply, because the levels of inspection at the major points of entry into Europe are inadequate. This should not be the case; the legislation which underpins product safety is part of the fundamental principles of the EU and has been approved by the European parliament. However, without adequate policing and enforcement at member state level by effective national authorities conducting robust controls at the EU points of entry, this legislation is being rendered toothless. Without inspections, substandard goods can avoid the cost of meeting the safety standards the EU deems necessary to protect its citizens.

There is no reason why economic competitiveness and product safety should be mutually exclusive. There are many sectors where compromises on safety would be totally unacceptable – air transportation, medical therapies or food hygiene are all areas where European citizens rightly expect the highest standards. There is no reason why this should not be the case for consumer goods.

Recently, the directorate general for health and consumers wrote to the authorities in the Netherlands as the first step in an infringement procedure against that country. This action follows concerns over large numbers of substandard pocket lighters entering via the port of Rotterdam. According to the European commission’s own data, up to 40 people per year are killed as a result of children playing with lighters. As both a citizen of Europe and as an MEP, I endorse and encourage such action by the commission; I consider it reasonable that the commission has taken such action. We expect member states to perform their responsibilities by ensuring adequate levels of inspections at the ports and points of entry within their borders. Where this does not happen, the commission is right to act robustly to ensure sufficient inspections do take place.

While it is important to encourage competition, it must not be at the expense of ignoring Europe’s own legislation and regulations designed to protect our citizens. Indeed, European consumers are entitled to look to authorities, either nationally or in Brussels, to ensure that the products they buy are safe and compliant. The Cyprus presidency can pursue its objectives in restoring European competiveness by encouraging the commission to continue to apply pressure on those member states who fail in their duty of conducting adequate inspections at points of entry into the single market. That way, European manufacturers will know their competitors face the same costs in meeting safety standards. The resulting improvement in consumer safety will deliver an additional legacy to the Cyprus presidency. 

Amalia Sartori is chair of parliament's industry, research and energy committee

redazione on line 

 

Intervista a Lia Sartori - "Necessari gli Stati Uniti d'Europa"

di Gianluca Abbate

 

 
Incontro l'Onorevole Lia Sartori, europarlamentare del PDL di lungo corso eletta per la terza volta consecutiva
alle europee del 2009 con 60000 preferenze e, attualmente, Presidente della Commissione Industria, Ricerca ed
Energia del Parlamento europeo, per discutere della situazione economica internazionale e di quella politica
interna.
 
Le sue giornate proseguono a ritmi serrati tra l'Italia, Bruxelles e Strasburgo e i dossier più importanti, per quanto
concerne il quadro finanziario europeo, transitano sulla sua scrivania di Presidente della Commissione parlamentare
più strategica in questo particolare frangente storico. "Occorre arginare l'eccessiva emotività e ricordare che
l'Europa può mantenere un ruolo di preponderante rilievo solo se coesa". La deputata vicentina, nota per la sua
tempra coriacea, non ha dubbi in merito.
 
Onorevole Sartori, soffermiamoci sul ruolo di grande responsabilità che lei riveste oggi al Parlamento
europeo, quale Presidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia: in più occasioni ha affermato
che è necessario investire sulla crescita e, conseguentemente, sull'occupazione. Ma davvero esistono oggi
le condizioni per farlo? A suo avviso è possibile 'salvare' l'unità dell'Europa, ottenuta da così poco tempo e
già in bilico?
Io ritengo necessari gli Stati Uniti d'Europa e penso che siano la strada migliore per garantire pace, sicurezza e
crescita all'Europa e per consentirci di essere importanti interlocutori e 'codecisori' di quanto quotidianamente accade
nel mondo. Certamente i passaggi che ancora rimangono da fare sono difficili. Fino a qualche anno fa, quando
immaginavamo di perseguire l'unificazione europea si lavorava soprattutto per una politica estera e una politica di
difesa comuni. Oggi accanto a questi obiettivi, che permangono, è diventato anche prioritario arrivare a una politica
bancaria, economica e finanziaria comuni, una comune fiscalità ed un comune welfare. Non sarà facile, ma bisogna
lavorare in questa direzione, con coraggio e abnegazione.
 
A Bruxelles e Strasburgo come è vista in questa calda estate l'Italia sotto la guida di Mario Monti?
Il Governo italiano e il suo Presidente del Consiglio sono guardati con grande rispetto a livello europeo e
internazionale; si ritiene, infatti, che possano giocare un ruolo importante non solo in Italia ma anche in Europa. Mi
pare questo un elemento di indiscutibile rilevanza.
 
Lei ha fortemente condiviso la riforma delle pensioni di Elsa Fornero - che pur ha suscitato molte critiche -
ritenendo che lo sviluppo dell'occupazione non possa essere frenato dalle regole farraginose del mercato
del lavoro. Cosa può dirmi in merito?
 Ogni riforma rappresenta comunque un passo avanti, piccolo o grande che esso sia, e quindi anche alcune parti
della riforma Fornero sono state utili. In Italia bisogna, però, fare di più e avere un mercato del lavoro capace di
creare occupazione e di consentire maggiore e più facile mobilità proprio perchè, in un contesto economico che
voglia essere competitivo, dalla mobilità non si può assolutamente prescindere.
 
Come si profila a suo avviso il quadro politico italiano dopo la parentesi del governo Monti, sia se si voterà
in autunno (come ipotizzato in questi giorni da Repubblica ma poi smentito dai leader dei partiti) sia se si
voterà alla scadenza naturale della legislatura?
Fin dall'insediamento del governo Monti ho sempre ritenuto che questo Governo ci avrebbe portato a fine legislatura
e continuo a pensarlo. Per quanto riguarda il futuro quadro politico molto dipenderà anche dalla qualità della riforma
elettorale, oltre che da un diverso scenario che vede la presenza di nuove formazioni politiche. In merito alla riforma
elettorale condivido l'esigenza di un listino bloccato, anche solo nazionale al fine di garantire il gruppo dirigente. Per il
resto sono per i piccoli collegi uninominali, gli unici che danno sul serio all'elettore la possibilità di scegliere e
conoscere i candidati. Le preferenza sono un triste ritorno al passato, un inganno che consente alle forze politiche di
mettere in lista qualche nome interessante che non verrà mai eletto, perché comunque vinceranno i candidati
sostenuti dagli apparati.
 
Qual è la sua opinione sulla situazione attuale del PDL che, secondo i sondaggi anche di Euromedia
Research, sarebbe oggi ai minimi storici? Da forzista della prima ora, come ha vissuto la fusione tra AN e FL
nel Popolo Delle Libertà?
Oggi i partiti in genere e quindi anche il PDL sono sicuramente in difficoltà proprio perchè l'opinione pubblica  sembra
non gradire le forme partitiche in Italia in questa particolare  fase storica, connotata da un'indiscutibile congiuntura
economica. Di certo, per quanto riguarda il PDL, la fusione tra Alleanza Nazionale e Forza Italia non ha giovato e
sarebbe inutile ora negarlo.
 
Qual è a suo avviso il giusto leader per un centrodestra che voglia essere competitivo? Ancora Berlusconi?
Berlusconi sicuramente continuerà a tenere insieme il PDL. Il resto sarà frutto di confronti all'interno dell'area del
centro-destra.
 
Lei è stata coordinatrice delle donne del Partito Popolare Europeo: qual è la sua opinione sulla posizione
attuale delle donne nei posti di potere, in politica quanto nel campo economico, tenendo conto anche della
Legge Golfo sulla parità di genere nei CdA delle società quotate e partecipate, entrata in vigore lo scorso 12
agosto?
La questione delle presenze femminili nei luoghi delle decisioni a livello europeo è sicuramente meno problematica
che non in Italia. Nonostante questo anche in Europa si continua a lavorare per garantire che i risultati finora ottenuti
vedano ulteriori riconoscimenti e, per questo motivo, è stata varata la legge relativa alle presenze nei consigli di
amministrazione e ringrazio Lella Golfo per aver fatto sì che anche in Italia questa decisione venisse adottata.
 

 

Europa 2020 ed energie sostenibili:
il pensiero di Amalia Sartori sulla rivista   The Parliament Magazine




   

 


 

 

"Policy-makers' role in the new industrial revolution: Generating smart growth through Europe 2020"

Programma

in diretta

Approvato il nuovo regolamento sul roaming.

10.05.2012 12:45
Da luglio, chiamare dall'estero costerà di meno: il Parlamento Europeo approva in via definitiva il nuovo regolamento sul Roaming.

ENERGIA: SARTORI(PPE); USO PIU' EFFICIENTE GAS E RINNOVABILI - Ansa

26.04.2012 10:17
  'GAS WEEK', SETTIMANA DEL GAS NATURALE ALL'EUROPARLAMENTO (ANSA) - BRUXELLES, 25 APR - ''Rendere piu' efficiente l'utilizzo del gas naturale e delle fonti rinnovabili fino ad averne un impiego sistematico'': E' l'indicazione data dall'eurodeputata Amalia Sartori (Ppe), presidente...

UE – AMALIA SARTORI PRESIEDE E COORDINA UN INCONTRO CON IL MINISTRO PASSERA CHE AFFERMA: "la crescita avviene se si lavora su tutti i motori della crescita"

24.04.2012 12:02
  Oggi il Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera ha incontrato gli eurodeputati italiani membri della commissione Industria, Ricerca, Energia e della commissione Trasporti e Turismo.  Nel corso dell'incontro, presieduto e coordinato dall'On. Sartori,...

 

 

GAS RINNOVABILI:

COMBINARE LE FORZE IN VISTA DEGLI OBIETTIVI ENERGETICI DA QUI AL 2050.

Intervento di Amalia Sartori - 25 aprile 2012

 

Buongiorno a tutti e benvenuti.

Ringrazio innanzitutto Gas Naturally (GAS NÉCIURALI) per aver organizzato quest'importante dibattito che ho deciso di ospitare. I miei saluti quindi al Presidente dott. Regis-Mouton e a tutti i partners della campagna che sono oggi presenti. Continua.

 

UE-CROAZIA: 12 NUOVI DEPUTATI IN PARLAMENTO EUROPEO

 

Durante la seduta plenaria del Parlamento Europeo che si è aperta oggi alle ore 17 a Strasburgo, il Presidente Schulz, l'On. Sartori e i deputati presenti in aula hanno dato il benvenuto a 12 nuovi colleghi. Sono i rappresentanti di quello che dal 1° luglio 2013 diventerà il 28esimo Stato membro dell'Unione Europea: la Croazia.

 

A partire da oggi i rappresentanti croati[1] avranno lo status di osservatori, che concede loro la possibilità di partecipare alle seduta della plenaria, alle riunioni di commissione e dei gruppi politici di appartenenza e di prendere la parola. Non avranno invece il diritto di voto.

 

"Si tratta di un fatto di rilievo per il nostro Paese e per le nostre regioni nord-orientali, soprattutto per quanti in questi anni hanno costruito rapporti con i Balcani." commenta l'On. Sartori e continua "La Croazia, eccezione fatta per la Slovenia entrata nel 2004, è il primo Paese dei Balcani occidentali ad entrare in Unione Europea. Questo offre anche all'Italia la possibilità di consolidare i rapporti già avviati, tramite un allargamento a Sud-Est che determinerà un ampliamento del mercato interno comune, 3° al mondo dopo Cina e India, e del numero di cittadini europei, che da 502 passeranno a 507 milioni, con nuove e forse migliori opportunità per tutti gli abitanti del nostro territorio."

 


[1] Il Parlamento Europeo ha voluto dare il benvenuto ufficiale ai nuovi membri in quanto ha già ratificato l'adesione della Croazia durante la sessione plenaria di dicembre 2011. I rappresentanti croati, con la loro affiliazione politica nazionale ed europea (se già chiara) sono:

 

Nome

Partito Nazionale

Gruppo Politico Europeo

Ms   ANTIČEVIĆ MARINOVIĆ Ingrid

SDP

S&D

Ms   BORZAN Biljana

SDP

S&D

Mr    BOŽINOVIĆ Davor

HDZ

EPP

Mr    GRUBIŠIĆ Boro

HDSSB

 

Ms   JERKOVIĆ Romana

SDP

S&D

Mr    MATUŠIĆ Frano

HDZ

EPP

Mr    PICULA Tonino

SDP

S&D

Mr    PLENKOVIĆ Andrej

HDZ

EPP

Mr    PUPOVAC Milorad

SDSS

 

Mr    RADOŠ Jozo

HNS

ALDE

Ms   VRBAT Tanja

SDP

S&D

Mr    VULJANIĆ Nikola

HL

 

 

 

Cosa significa un'Europa "green"?

 

Le politiche dell'Unione europea sono sempre più sensibili al tema dell'ambiente e negli ultimi mesi il Parlamento europeo si è espresso in favore di una politica agricola comune (PAC) e di emissioni aeree sempre più "green". Ma cosa significa esattamente fare una politica verde? Lo abbiamo chiesto ai presidenti di alcune commissioni parlamentari.

 

 

Energie verdi

Amalia Sartori, presidente della commissione all'Industria, ricerca ed energia, indica che l'obiettivo è quello di abbassare le emissioni di CO2, e che tutti - industria, poteri pubblici e cittadini - hanno un ruolo importante. A seguito della catastrofe di Fukushima nel 2011, si è riscoperto l'interesse per le energie rinnovabili. "L'energia verde è il futuro e l'industria deve seguire questa tendenza, già realtà in Europa e nel mondo intero". Al momento il Parlamento sta lavorando sulla direttiva d'efficienza energetica e inizierà presto le negoziazioni con il Consiglio e la Commissione.

 

Trasporti verdi

Per quanto riguarda i trasporti, il deputato inglese Brian Simpson, presidente della commissione ai Trasporti, preferisce il termine "sostenibile". "È molto difficile creare un sistema verde in questo settore, ma è possibile incoraggiare un sistema sostenibile in equilibrio tra i bisogni dell'economia e l'impatto ambientale".


Lavori verdi

Secondo il deputato spagnolo Zalba Bidegain, vicepresidente della commissione agli Affari economici e monetari un'economia verde basata sull'energie rinnovabili stimolerebbe lo sviluppo tecnologico in Europa. Ha aggiunto: "L'economia verde ci permetterà di trovare nuovi modi di creare posti di lavoro, benessere e il rispetto dell'ambiente".

Anche la deputata francese Pervenche Bères, presidente della commissione al Lavoro, ritiene che il settore "green" produrrà posti di lavoro. "Un impiego green può voler dire molte cose: ridurre l'inquinamento e il consumo di energia, o anche la difesa della biodiversità".

 

Politiche verdi

E non scordiamoci che i Verdi sono il quarto gruppo politico del Parlamento europeo (con 58 deputati su 754 membri). Rebecca Harms, copresidente del gruppo, ha sottolineato che '"i Verdi hanno sempre combattuto per una società onesta e l'uguaglianza dei diritti, possibilità e responsabilità. I Verdi hanno anche modificato il concetto tradizionale di equità che oggi include un'idea di giustizia tra generazioni. Ciò implica il rispetto dei limiti della natura e un utilizzo sostenibile delle risorse, materiali e finanziarie".

 

vedi la sezione attualità del Parlamento Europeo

HORIZON 2020

Il 20 marzo dalle 9 alle 18.30 si è svolto davanti a una platea di circa 500 persone uno degli eventi più attesi: il dibattito sul terzo programma più corposo in quanto a risorse dell'Unione Europea. La proposta della commissione prevede infatti l'assegnazione di 80 miliardi di euro per i progetti di ricerca e innovazione. 

Il nuovo quadro riformula il programma di finanziamento vigente fino al 2013, definendo così la serie di misure migliorative su cui Parlamento, Commissione e Consiglio discutono da due anni. Ciò permetterà di superare le difficoltà incontrate finora e semplificare quanto più possibile le procedure di assegnazione dei fondi.

Orizzonte 2020 sostituirà, quindi, il Settimo Programma Quadro e prenderà effetto a partire dal 2014, individuando le priorità su cui ricercatori, imprese, Università e Pubbliche Amministrazioni dovranno concentrarsi fino al 2020. 

Per vedere il video, cliccare qui

Novità in ambito di telefonia: roaming e costi.
Intervento della Presidente Sartori al 53''.

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